Autotrasporti: illegittima la determinazione dei costi minimi di esercizio

La Corte di Giustizia con sentenza del 4 settembre 2014 ha ritenuto illegittima la determinazione dei costi minimi d’esercizio per l’autotrasporto (praticamente le nuove tariffe obbligatorie), fissati dall'articolo 83 bis co. 9 del D.Lgs. 112/2008, in quanto idonea a restringere il gioco della concorrenza nel mercato interno. La normativa, secondo la Corte si limita a prendere in considerazione, in via generica, la tutela della sicurezza stradale, senza stabilire il nesso tra i costi minimi dell’esercizio ed il rafforzamento della sicurezza stradale. Continua ancora la menzionata decisione precisando che …. “la determinazione dei costi minimi d’esercizio” così come prevista dalla nostra normativa nazionale, “non può essere giustificata da un obiettivo legittimo” (punto 57).
Il legislatore è intervenuto, in attuazione di tale decisione della CGUE, con l’articolo 1, comma 248, L. 190/2014 che ha riscritto completamente l’articolo 83 bis con la sostituzione dei commi dal 4 al 4 sexies, con norma entrata in vigore in data 1 gennaio 2015, eliminando i "costi minimi" e rimettendo i corrispettivi alla libera determinazione convenzionale delle parti.
Ora intervengono le prime decisioni dei giudici di merito in applicazione della nuova normativa. Si veda l'allega pronuncia del Tribunale di Reggio Emilia che, proprio su tali presupposti, revoca un decreto ingiuntivo precedentemente emesso.
(fonte: Altalex, 23 giugno 2015, nota di Manuela Rinaldi)