Cartelle esattoriali: anche Equitalia deve provare il contenuto della busta per spedizione postale

La Suprema Corte (Corte di Cassazione, sez. Tributaria, sentenza 17 dicembre 2014 – 11 febbraio 2015, n. 2625) applica anche ad Equitalia, senza eccezioni, un principio pacifico per qualisasi altro soggetto giuridico, quello secondo cui chi si serve del servizio postale deve fornire la prova della spedizione e ricezione dello specifico documento, con la conseguenza che non è sufficiente per il mittente (anche se si chiama Equitalia) produrre in giudizio la sola ricevuta di ritorno. In altre parole, la Corte applica ad Equitalia i principi cui sono soggetti tutti coloro che inviano un atto a mezzo del sevizio postale. Nel caso di specie, il contribuente non aveva negato di aver ricevuto la busta ma aveva eccepito che in essa vi fosse solo il bollettino postale di versamento ma non la cartella esattoriale. Equitalia, quindi, per non esporsi ai normali rischi di qualsiasi spedizione postale, dovrà preoccuparsi di effettuare le notifiche o a mani o mediante PEC.