Contratti di prossimità: interpello e comunicato dell'ANCL

Il Ministero del Lavoro ha pubblicato l'interpello 8/2016 in materia di contratti prossimità fornendo una risposta, molto diplomatica a una quesito avanzato dall'ANCL. Quest'ultima organizzazione ha pubblicato un comunicato precisando che la risposta ministeriale deve intendersi come una conferma piena del fatto che un contratto di prossimità non fa perdere alcun tipo di beneficio, ferma restando l'intangibilità della retribuzione e dei minimali contributivi (cosa del resto stabilità chiaramente anche nel testo dell'art. 8, DL 138/2011).
Eufranio Massi ha commentato l'interpello con questo articolo che è senz'altro condivisibile nella parte in cui sottolinea come, indirettamente, il Ministero abbia ritenuto che eventuali deroghe alla parte normativa contenute nei contratti di prossimità (rispetto al CCNL e alla legge) non fanno perdere alcun tipo di beneficio condizionato al rispetto della contrattazione collettiva o della legge. Meno condivisibile appare il medesimo articolo nella parte in cui sostiene che determinerebbe la perdita dei benefici anche una deroga alla solidarietà negli appalti. In tal caso, infatti, il contratto di prossimità non inciderebbe nè sulla retribuzione nè sul minimale contributivo ma opererebbe semplicemente una deroga, appunto, a una norma fissata dalla legge (art. 29, D. lgs. 276/2003). Ciò che viene meno, in caso di deroga alla responsabilità solidale è soltanto una garanzia del credito contributivo che - salvo l'ipotesi di insolvenza dell'appaltatore - è destinato comunque ad essere adempiuto. La stessa beneficio della preventiva escussione del patrimonio dell'appaltatore, previsto dal secondo comma dell'art. 29, dimostra che non sussiste alcuna obbligazione diretta fra committente ed enti previdenziali poichè essa sorge solo a seguito della infruttuosa escussione del patrimonio dell'appaltatore. Far discendere, quindi, dalla deroga alla solidarietà la perdita dei benefici appare una forzatura del testo legislativo che non è in alcun modo desumibile neanche dall'interpello ministeriale.