Depenalizzazione: novità in tema di lavoro e previdenza

Il decreto legislativo n. 8 del 15.01.2016, in vigore dal 6 febbraio 2016, ha operato una generale depenalizzazione di reati "minori".

In particolare, in materia di lavoro, si segnalano le seguenti novità:
- l'art. 1 del d.lgs. 8/2016 opera una depenalizzazione generale di tutte le violazioni precedentemente punite solo con la pena della multa o dell'ammenda (per i quali è prevista, in caso di reiterazione specifica, l'esclusione dal pagamento della sanzione in misura minima ex art. 16, l. 689/1981);
- in virtù della medesima disposizione, risulta depenalizzato anche il reato di intermediazione illecita di manodopera per violazione delle disposizioni in materia di appalto o distacco (art. 18, comma 5 bis, d.lgs. 276/2003) il quale, come noto, è punito nella fattispecie base con la pena della sola ammenda di € 50,00 per ogni lavoratore occupato e per ogni giornata di lavoro);
- l'art. 3, comma 6, del d.lgs. 8/2016 ha inoltre previsto la depenalizzazione del reato di omesso versaamento delle ritenute previdenziali da parte del datore di lavoro nel caso in cui l'importo omesso non sia superiore ai 10.000,00 € annui, con applicazione di una sanzione amministrativa di importo variabile dai 10.000,00 ai 50.000,00 €. Il datore di lavoro non è punibile nè sanzionabile in via amministrativa qualora provveda al versamento dell'importo omesso delle ritenute entro tre mesi dalla contestazione o notifica dell'avvenuto accertamento della violazione;
- l'all. 1 del d.lgs. 8/2016 prevede espressamente l'esclusione dalle depenalizzazioni di tutti i reati previsti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

La depenalizzazione del reato di interposizione illecita di manodopera (di cui all'art. 18, comma 5 bis, d.lgs. 276/2003) si inserisce nel solco della abrogazione del più grave reato di somministrazione fraudolenta (di cui all'art. 28 del d.lgs. 276/2003) già disposta con il d.lgs. 81/2015.

Ai sensi dell'art. 8 del d.lgs. 8/2016, la depenalizzazione si applica anche alle violazioni commesse anteriormente alla data di entrata in vigore del decreto medesimo, salvo che il procedimento non sia stato definito con sentenza o decreto divenuti irrevocabili. Ciò costituisce espressa deroga al principio di legalità fissato, in materia, dall'art. 1 l. 689/1981 (e che riproduce il divieto di retroattività della pena già sancito dal codice penale).

In applicazione delle novità legislative innanzi evidenziate, la Corte di Cassazione, con sentenza n. 10484 del 10.2.2016, ha affermato che, per effetto della depenalizzazione operata dal d.lgs. 8/2016, la somministrazione illecita di manodopera non costituisce più reato (in quanto punito con la sola ammenda) e, pertanto, ha disposto la trasmissione degli atti alla Direzione Territoriale del lavoro del luogo di commissione del fatto.