La Cassazione sulla posizione di garanzia del responsabile dei lavori

Cassazione penale sez. IV, 11 marzo 2016 (u.p. 10 febbraio 2016), n. 10187 – Pres. Blaiotta – Est. Gianniti –P.M. (Diff.) Iacoviello – Ric. Di Florio e altri

Prosegue la preziosa opera di approfondimento da parte della Corte Suprema in merito alle responsabilità del committente o responsabile dei lavori previste dall’art. 93, comma 2, D.Lgs. n. 81/2008 («La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell’adempimento degli obblighi di cui agli articoli 91, comma 1, e 92, comma 1, lettere a), b), c), d) ed e)»). (In merito v. Guariniello, Il T.U. Sicurezza sul Lavoro commentato con la giurisprudenza, VIII edizione, Milano, 2016, sub art. 93, paragrafo 2).

Questa volta, «durante i lavori di sistemazione idraulica di un torrente mediante la realizzazione di gabbioni metallici, un lavoratore veniva travolto da uno smottamento di terra e pietre verificatosi nella parte alta della scarpata.»
La Sez. IV conferma la condanna dei responsabili dell’impresa appaltatrice e del coordinatore per l’esecuzione dei lavori, ma annulla per non aver commesso il fatto la condanna del responsabile dei lavori, individuato dal responsabile del procedimento nel direttore del settore lavori pubblici del comune committente. In proposito, osserva che «la nomina del coordinatore per la progettazione o per l’esecuzione dei lavori non esonera il committente ed il responsabile dei lavori da responsabilità per la redazione del piano di sicurezza, ma nel caso di specie il piano di sicurezza era stato correttamente redatto.»
Rileva che «l’art. 93 D.Lgs. n. 81/2008 stabilisce l’obbligo del responsabile dei lavori di verificare l’effettiva e corretta applicazione delle disposizioni contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento, ma tale obbligo l’imputato aveva assolto proprio attraverso la nomina del coordinatore per la sicurezza.»
Ammette che «a capo dell’imputato residuava una posizione di garanzia limitata alla verifica che il nominato coordinatore
per la sicurezza adempisse al suo compito, ma dalla mera titolarità di detta posizione di garanzia, in difetto di precisi elementi fattuali, non può essere fatta discendere automaticamente l’affermazione di penale responsabilità, tanto più che il coordinatore per la sicurezza non aveva segnalato al responsabile dei lavori presso il comune le omissioni della impresa appaltatrice, come pur avrebbe dovuto.»

(fonte: ISL-IPSOA 2016)