LICENZIAMENTO - OFFERTA DI LAVORO ALTERNATIVO -

Il comportamento del lavoratore che abbia contribuito ad aggravare il danno (non a causa l'evento dannoso) va eccepito dal datore di lavoro e non può essere preso in considerazione ex officio dal Giudice


IL FATTO: a un lavoratore licenziato l'azienda aveva proposto la riassunzione presso un altro cantiere. Il licenziamento è stato ritenuto illegittimo ma i giudici di appello avevano limitato il licenziamento fino al momento dell'offerta non accettata. La Cassazione ha ritenuto tale statuizione illegittima ma solo perchè la difesa dell'azienda non aveva sollevato una eccezione formale in tal senso.
Se ne deduce che la proposta di un'occupazione alternativa al lavoratore licenziato sia idonea a fermare il decorso del risarcimento da licenziamento illegittimo se la questione viene correttamente e tempestivamente sollevata in giudizio.
DIRITTO: La Corte di cassazione, ha stabilito che, in caso di licenziamento, l’offerta al dipendente di prestare la propria attività in altro posto di lavoro non può essere considerata idonea ad “arrestare il danno” ex art. 1227, comma 2, cod. civ., se la società non ha sollevato alcuna eccezione né in primo grado, né in appello, poiché si tratta di eccezione in senso stretto, non rilevabile d’ufficio dalla Corte territoriale.
La Suprema corte ha infatti chiarito che “in tema di risarcimento del danno, l’ipotesi del fatto colposo del creditore che abbia concorso al verificarsi dell’evento dannoso (di cui al primo comma dell’art. 1227 cod. civ.) va distinta da quella (disciplinata dal secondo comma della medesima norma) riferibile ad un contegno dello stesso danneggiato che abbia prodotto il solo aggravamento del danno senza contribuire alla sua causazione, giacché, mentre nel primo caso il giudice deve procedere d’ufficio all’indagine in ordine al concorso di colpa del danneggiato, sempre che risultino prospettati gli elementi di fatto dai quali sia ricavabile la colpa concorrente, sul piano causale, dello stesso, la seconda di tali situazioni forma oggetto di un’eccezione in senso stretto, in quanto il dedotto comportamento del creditore costituisce un autonomo dovere giuridico, posto a suo carico dalla legge quale espressione dell’obbligo di comportarsi secondo buona fede”.