Responsabilità solidale estesa anche ai contratti di trasporto

Il contratto di trasporto, disciplinato dal codice civile agli artt. 1678 ss. come "contratto con cui il vettore si obbliga verso corrispettivo a trasferire persone o cose da un luogo all'altro", segue uno schema contrattuale molto simile a quello dell'appalto; ad esso tuttavia, per orientamento ormai consolidato in giurisprudenza, non si applica la disciplina dell'art.29 d.lgs. 276/2003.
La giurisprudenza, in particolare, ha così distinto le due figure contrattuali: "il criterio distintivo tra il contratto di appalto ed il contratto di trasporto risiede nel fatto che il primo ha per oggetto il risultato di un 'facere' il quale può concretarsi nel compimento di un'opera o di un servizio che l'appaltatore assume verso il committente dietro corrispettivo e dall'esistenza di un'organizzazione d'impresa presso l'appaltatore, nonché dal carico esclusivo del rischio economico nella persona del medesimo. Si ha invece contratto di trasporto quando un soggetto si obbliga nei confronti di un altro soggetto a trasferire persone o cose da un luogo all'altro, mediante una propria organizzazione di mezzi e di attività personali e con l'assunzione a suo carico del rischio del trasporto e della direzione tecnica dello stesso". Non applicandosi, dunque, al contratto di trasporto la specifica normativa sugli appalti, non trova applicazione neanche la responsabilità solidale tra committente e appaltatore.
In seguito al consolidarsi di questo orientamento, la Direzione Generale per l'attività ispettiva del Ministero del Lavoro (Circolare n.17 del 2012) ha ritenuto opportuno precisare che solo laddove il vettore compia esclusivamente le operazioni tipiche del trasporto ed eventualmente quelle meramente strumentali alla sua esecuzione (quali, ad esempio, custodia, deposito, carico e scarico merci) non sarà applicabile il regime di responsabilità solidale.
Problemi, tuttavia, potrebbero sorgere qualora i rapporti con le imprese di trasporto assumano il carattere di continuità. Una corrente - seppur minoritaria - di dottrina e giurisprudenza, infatti, contempla anche la categoria del c.d. "appalto di servizi di trasporto", caratterizzato dalla predeterminazione e dalla sistematicità dei servizi; in questi casi, le parti, con un unico atto, si impegnano a fornire una serie di trasporti collegati al raggiungimento di un risultato complessivo. Nel caso, perciò, in cui ricorrano le condizioni di durata e costanza nel tempo di prestazioni dedotte in un unico contratto, tali trasporti potrebbero essere qualificati come prestazioni continuative, eccedenti lo schema tipico del contratto di trasporto, rendendo così applicabile la disciplina dell'appalto (e dunque la responsabilità solidale).

Il quadro normativo appena descritto, è ormai da considerarsi in parte superato.
La Legge di Stabilità del 2015 (L.190/2014, art.1 commi 247 e 248) è, infatti, intervenuta sulla disciplina del contratto di trasporto (decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 286), introducendo l’onere a carico del committente di verificare preliminarmente (al momento della stipulazione del contratto) che l’azienda di trasporti sia in regola con l'adempimento degli obblighi retributivi, previdenziali e assicurativi. Tale verifica può avvenire mediante l’acquisizione del Durc (successivamente dovrebbe essere introdotta dal Comitato centrale per l’albo nazionale delle persone fisiche e giuridiche che esercitano l’autotrasporto di cose per conto terzi, anche una specifica procedura online). Al termine del rapporto, inoltre, il vettore è tenuto a fornire al committente una ulteriore attestazione, sempre rilasciata dagli enti previdenziali, di data non anteriore a tre mesi, dalla quale risulti che l'azienda è in regola ai fini del versamento dei contributi assicurativi e previdenziali.
Dall'inadempimento di tali obblighi, la nuova normativa fa derivare una specifica forma di responsabilità solidale (simile a quella operante nei contratti di appalto) con il vettore e relativa agli obblighi retributivi, previdenziali ed assicurativi in favore dei lavoratori dell'impresa di trasporto; stessa responsabilità solidale assume il vettore nei confronti di ciascun sub-vettore.
Molto importante, inoltre, risulta la successiva previsione riguardante i contratti di trasporto eventualmente stipulati in forma orale: in questo caso resta la responsabilità solidale per gli obblighi retributivi e contributivi ed è estesa anche all’ambito fiscale e addirittura alle violazioni del codice della strada commesse nell'espletamento del servizio di trasporto.
Resta comunque ancora da considerare quell'orientamento cui si faceva innanzi cenno in ordine al cd. appalto di servizi di trasporto, che potrebbe sopravvivere anche al cambio di disciplina legislativa.
Occorre infine precisare che, rispetto alla disciplina del contratto d’appalto (art.29, comma 2, del d.lgs. 276/2003), si rilevano alcune differenze: in primo luogo la nuova normativa fissa in un anno solare dalla cessazione del contratto di trasporto il termine decorso il quale viene meno l’obbligazione solidale tra committente/vettore e vettore/sub-vettore, mentre nel d.lgs. 276 tale termine è pari a due anni. Inoltre, mentre negli appalti è espressamente previsto che la responsabilità del committente nei confronti dell’appaltatore e dei subappaltatori riguarda anche le quote di trattamento di fine rapporto maturate dai lavoratori, la nuova normativa non ne fa cenno.

In conclusione, alla luce di tutto quanto innanzi esposto, per evitare di incorrere in responsabilità solidale con il vettore, occorre prendere le seguenti precauzioni:

  1. Rispettare i nuovi adempimenti richiesti dalla Legge di Stabilità (in vigore dal 1° Gennaio 2015) e, quindi, richiedere i Durc alla stipula dei nuovi contratti di trasporto; la legge sembrerebbe escludere la necessità di richiedere il DURC anche per i rapporti in corso ma prudenzialmente sarebbe opportuno farlo per tutti i rapporti (pare che, una volta approvata la predetta delibera del Comitato Centrale per le procedure online, tale adempimento diverrà molto più semplice);
  2. Redigere in forma scritta i contratti di trasporto (preferibilmente un contratto per ogni incarico di trasporto e non un contratto unico per un rapporto continuativo, ciò per escludere il carattere di continuità della prestazione e l'ipotetica applicazione della normativa sull'appalto);
  3. Aver cura di far svolgere ai vettori esclusivamente attività di trasporto o strettamente strumentali ad esso (dovrebbe rientrare perciò anche l'attività di carico e scarico merci).