Sicurezza: limiti alla responsabilità del datore di lavoro per il comportamento del lavoratore

La Corte di Cassazione (sez. Lavoro, sentenza 27 settembre - 22 novembre 2012, n. 20597) enuncia due principi consolidati ma che è sempre utile ricordare:
1) il dovere prevenzionale del datore di lavoro deve estendersi anche a tutte quelle situazioni in cui il lavoratore operi con negligenza o imperizia e viene escluso solo ove il datore di lavoro abbia adottato tutti gli accorgimenti necessari (addestramento e formazione adeguata, fornitura di tutti le misure e cautele prevenzionali, istruzione dei lavoratori al loro uso) che valgano a rendere ragionevolmente prevedibile il comportamento corretto e adempiente del lavoratore; ove la carenza di esperienza dei lavoratore o i suoi comportamenti inadempienti o altre circostanze rendano prevedibile un comportamento a rischio deve essere attivata la necessaria vigilanza specifica.
2) l'obbligo di vigilanza non implica una controllo costante su ogni lavoratore né la necessità si assicurare la presenza del preposto dietro ogni lavoratore;
In altre parole: l'elemento rilevante ai fini della responsabilità del datore di lavoro è quello della prevedibilità o meno dell'evento dannoso con l'ordinaria diligenza professionale richiesta all'imprenditore ai sensi del D. Lgs. 81/2008.
Per maggiori dettagli si vedano le parti evidenziate della sentenza che riporta anche numerosi precedenti giurisprudenziali.